È il 17 luglio, e mi trovo nella mia città natale, in attesa di una conferma per poter partire per uno SVE di breve termine in Réunion, un’isola francese al largo del Madagascar. Mentre immaginavo di passare i miei giorni liberi in spiaggia, ricevo un messaggio che ha completamente cambiato la mia estate: ”ci sono dei problemi per l’avvio del progetto in Réunion”; contestualmente, però, mi è stata prospettata la possibilità di candidarmi per un altro SVE di breve termine, nel piccolo villaggio bulgaro di Meshtitsa. Il progetto mi è subito piaciuto, quindi ho presentato la mia candidatura e sono stato selezionato. E così, domenica 22 luglio, sono partito alla volta della Bulgaria.Una volta arrivato a Meshtitsa, ho trovato un contesto totalmente diverso da ciò a cui ero abituato; si è trattato, infatti, di fare un salto in una realtà rurale, quasi bucolica, in cui molti agi della vita moderna (e che davo per scontati) erano assenti.

bagno

Nonostante un primo impatto non troppo positivo, però, ho da subito trovato ciò che ha reso indimenticabile la mia esperienza: il grande calore della gente del posto nei nostri confronti e, soprattutto, un grande affiatamento con gli altri ragazzi che hanno partecipato al progetto.creazione

Per quanto riguarda il primo aspetto, un grande ruolo è stato giocato dalle attività svolte per il progetto, che hanno avuto riflessi positivi per la comunità locale. Il primo obiettivo raggiunto, infatti, è stato quello di ripulire le sponde del fiume che attraversa Meshtitsa, in modo tale da rendere l’area vivibile e fruibile dagli abitanti del posto.foresta

Parallelamente a questo tipo di attività, venivano organizzati eventi settimanali con lo scopo di coinvolgere gli abitanti del villaggio e portare avanti un’attività di sensibilizzazione nei loro confronti, in materia di rispetto tutela dell’ambiente. Questi eventi hanno avuto trattato svariate tematiche, dal rispetto per l’ambiente alle possibili modalità di riutilizzo di rifiuti comuni, come per esempio delle lattine di birra.

Per ultimo ho lasciato il ricordo più bello di questa esperienza, ovvero il rapporto che si è venuto a creare con gli altri volontari che hanno partecipato al progetto; in tutto eravamo dieci persone, provenienti da quattro Paesi diversi (Italia, Lettonia, Serbia e Spagna). Uno degli aspetti positivi (forse l’unico) della totale assenza di vita notturna del villaggio è quello di averci “costretti” a il nostro tempo libero costantemente insieme, aiutandoci così a creare dei legami molto stretti tra di noi.

gruppo

Se mai qualcuno dovesse chiedermi (o chiedersi) perché dedicare del tempo al volontariato europeo, gli risponderei che questo SVE in Bulgaria mi ha permesso di arricchirmi sotto vari profili: ho migliorato il mio inglese, ho potuto vedere posti nuovi che difficilmente mi sarebbe capitato di visitare altrimenti, ho fatto nuove conoscenze e ho imparato a superare i miei limiti.

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Valerio è stato volontario del progetto Erasmus+ di Servizio Volontario Europeaon “Cleaning Local Environment And eNcouraging its Utilization and Protection”, C L E A N U P – p a r t 2, dell’associazione AKSELS (Association for Cultural, Economic, Heuristic
and Linguistic Cooperation) di Meshtitsa, Bulgaria.

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